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L'Editoriale: il Pensiero debole

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giugno 2004

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mercoledì, 23 giugno 2004

                                                                                 

 

 LA DIREZIONE DEL PENSIERO DEBOLE

 

L’Amore virtuale

 

di Cristina Pagano

 

Il tocco fuggente risponde a momenti di passione che si fanno più lenti se lo sguardo non dura un istante ma il periodo di tempo necessario affinché l’io si evolva in un NOI. Il caldo avvolge il nostro sentire, la mano compromette i nostri pudori e tutto quello che avviene in una notte, fugace nel risveglio, il mattino diviene ordine e precisione. Il noi si rifugia nel suo io individuale e le relazioni ritornano ad essere ipocrite automobili finanziarie.

La notte ha fatto emergere qualche lato della nostra personalità che non resta  evidente nella frequentazione di tutti i giorni. E si segue il principio che soffermarsi sul corpo è come limitare la condanna all'affetto. Nell’era della comunicazione il silenzio avvolge le nostre emozioni che, pentite, cercano nascondiglio tra i gesti formali di una stretta di mano o di un sorriso velato. Ma dietro a cani in corsa, di comode allusioni e freddi biscotti alla vaniglia, c’è il desiderio ancora nascosto di fuggire da un: “Tutto passa”.

La lentezza dell’istante ritorna se, in quel fugace mattino, lui la ritrova in un’ikea o un’ipercoop, quelli dell’isolato accanto. Mentre lei lo attende, stropiccia una busta di surgelati con mani che tessono fiducia, occhi di esaltante armonia e bocca di intrigante peperoncino.

Postato da: mcrissi alle 10:02 | link | commenti (6) |

martedì, 15 giugno 2004

LA DIREZIONE DEL PENSIERO DEBOLE

 

 

di Cristina Pagano

 

Avanzi…dove stiamo andando? La direzione netta non ci deve porre incertezze, non è permesso sbagliare, il sentiero è quello giusto perché è prestabilito. La struttura ci pone l’unico limite necessario e noi la lasciamo andare, la lasciamo andare la libertà di decidere.

Gaber diceva: “Libertà è partecipazione”; partecipazione ad un cambiamento sociale che si dirige verso l’Europa ma che ha più i sintomi di una scala Richter pronta a oscillare ad ogni scossa politica. Eppure ecco Torino, l’Italia, l’Europa che diventano occidente nello scontro ideologico con l’est e lì s’improvvisano uniti. Forse, e dico forse nel mio pensiero debole, ciò che ci porta al cambiamento sociale è la tendenza e la controtendenza, l’insieme di tesi e di antitesi che sostengono un’unica via che, prestabilita o no, ci assorbe, ci limita e ci desidera. In quella direzione dove la passione diviene sessualità, il sentimento è catturato dalla fisicità e la carne resta indecisa tra Tantra e Kamasutra, l’unica ricerca possibile che accompagna il genere umano è quella dell’immortalità che, stupidamente, già si possiede ma che si fatica a riconoscere. Troy, ultimo film di Wolfgang Peterson nella sua visione molto hollywoodiana, che di ellenistico, a dire il vero, non ne sente nemmeno il profumo, n’è l’esempio. La scelta di Achille la spinta divina in cerca dell’immortalità ma che ne riesce ad assaporare solo la gloria fino a quando l’uomo che è in lui non sceglie più per se stesso ma per il prossimo. E allora uomini di oggi cosa aspettate a vendere la vostra anima per l’immortalità? Cosa vi offende, se non quel cinismo masochista fatto di comando che tanto affascina noi donne? Donne distratte da quelle sessantottine che gridavano:

‘tremate, tremate le streghe son tornate’ ma poi in declino, tra un’intervista e l’altra, nella trappola dei lustrini del potere. Ma ecco tutto tace, la libertà diventa un simbolo, la scelta è quella di proseguire o di restare in prigione.

Postato da: mcrissi alle 10:27 | link | commenti (10) |